La guerra è la fonte principale per il nostro Paese.
Clicca sulle tre immagini sotto per vedere le cifre del contributo italiano ai conflitti in corso.
Il volume d’affari e il prezzo delle azioni dei sei principali fornitori di armamenti in Europa sono in crescita vertiginosa dallo scoppio delle tensioni in Ucraina e in Medio Oriente.
Le guerre non si combattono soltanto sui campi di battaglia. I loro costi arrivano anche nelle nostre case.
Le sanzioni contro la Russia, la rottura di importanti rapporti commerciali ed energetici e le nuove tensioni legate al conflitto in Medio Oriente hanno contribuito a rendere più instabili i mercati dell’energia. Nel 2022 l’invasione dell’Ucraina provocò un forte aumento dei prezzi dell’energia, alimentando l’inflazione in Italia.
E oggi la dinamica si ripete con l’Iran con un aumento rapido sulle quotazioni di petrolio e gas, l’aumento dei prezzi dell’energia si è trasmesso innanzitutto ai carburanti e poi, attraverso i costi di trasporto, anche ad altri beni.
Il risultato è concreto: fare il pieno costa di più, trasportare le merci costa di più e il potere d’acquisto dei salari viene nuovamente messo sotto pressione.
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