Uscire dall’angolo: praticare le lotte

Estratto dal documento approvato al Comitato politico federale del 20 febbraio 2024.

Rifondazione Comunista a Bologna e nella sua provincia si appresta ad affrontare una delicatissima fase politica.

Non solo le imminenti elezioni ma anche l’acuirsi delle vertenze in corso, dagli scontri per gli sgomberi delle case, al consumo di suolo, ai vari licenziamenti di massa da parte di imprese che delocalizzano, rendono necessaria una organizzazione della Federazione provinciale adeguata e capace di affrontare ogni eventuale problema, politico e logistico.

La nostra organizzazione locale sconta gravissimi deficit, dovuti all’immobilismo dell’azione politica, a quasi due anni dall’elezione della Segreteria non si sono costituiti gruppi di lavoro o commissioni fuorché quella sul Lavoro, è mancata totalmente qualsiasi linea di indirizzo sulle principali vertenze, programmi di fase per il nostro territorio, lasciando il tutto in mano ai Circoli, i quali spesso hanno portato avanti le varie iniziative sulla base della volontà di singoli compagne e compagni.

A partire dallo svolgimento delle due principali campagne portate avanti nella nostra provincia, quelle su salario minimo e autonomia differenziata, abbiamo potuto verificare tramite i dati in nostro possesso come non vi sia alcun rapporto e alcun organismo in grado di tenere insieme i Circoli e di indirizzarli verso obiettivi comuni, entrambe le campagne si sono svolte a macchia di leopardo e con estrema difficoltà. Se per la campagna sul lavoro si è avuta la fortuna di avere un gruppo di lavoro coeso anche se composto da compagni solo di alcuni Circoli, sull’autonomia differenziata vi è stato, fuori da un dibattito alla festa provinciale, la più totale assenza di organizzazione, lasciando il tutto allo spontaneismo di singoli compagne e compagni in contatto col comitato promotore. Così come non si è fatta rete tra i circoli, non si è favorita alcuna coesione all’interno della Segreteria, con iniziative politiche promosse individualmente dal Segretario senza prima discuterne, con tutte le conseguenze sul piano dell’immagine esterna e della coesione interna.

La totale mancanza di proposta politica e progettualità nel locale ha scontato altresì un atteggiamento di vero e proprio ostruzionismo ad opera degli stessi organi chiamati ad eseguire la linea politica. Da maggio 2023 pochissimo è stato fatto per costruire Unione Popolare e ancor meno per promuovere le iniziative di Sinistra Unita per Bologna o partecipare ai suoi tavoli tematici.

Allo scorso Comitato politico federale di ottobre abbiamo affidato a Segretario e Segreteria federale tutta il compito di portare avanti il progetto di Sinistra Unita per Bologna per la promozione di liste unitarie in provincia ed allo stesso modo di convocare entro un mese l’Assemblea provinciale di UP, anche dietro ripetuti solleciti della Segreteria regionale del Partito e di alcuni Circoli locali.

Tale mandato non è stato in alcun modo portato avanti, di fatto rimanendo lettera morta sia il progetto di Sinistra Unita in provincia, sia quello di UP, nonostante i ripetuti solleciti ed il fatto che le altre forze, Potere al Popolo e DeMa, in occasione sia di incontri regionali così come di trattative con singoli Circoli, si sono dette disponibili all’avvio del percorso di costituzione del soggetto politico anche a Bologna.

Le problematiche derivate da questo atteggiamento autoghettizzante ci hanno visto incrinare i rapporti con Sinistra Unita e boicottare di fatto la costruzione di Unione Popolare senza proporre alcuna alternativa valida, progettualità politica, idea.

Per ricominciare ad avere una prospettiva per il nostro territorio, riteniamo sia necessario avere organismi funzionanti e spazi di discussione convocati regolarmente e con una sana dialettica improntata sulla inchiesta e sul lavoro politico piuttosto che su attacchi strumentali e spontaneismo fine a sé stesso. Solo ricominciando a confrontarci tra territori la Federazione di Bologna potrà avere un futuro.