Fuori i privati dalla sanità

Oggi siamo scesi in piazza in tutta Italia per dire NO ai privati nella sanità, per un reddito a tutte e tutti che vivono il periodo peggiore della loro vita a causa del Coronavirus, per tutelare l’istruzione pubblica.

Scendiamo in piazza proponendo un altro modello per affrontare la fase 2, un modello che preveda più investimenti nei servizi pubblici, la creazione di nuovi posti di lavoro in settori strategici come la sanità stessa, una riconversione ecologica della nostra economia.

Un modello alternativo alla Giunta regionale dell’Emilia Romagna, alla quale ci opponiamo da anni e che dà prova anche oggi, qui a Bologna, di voler proseguire nel suo intento di privatizzazione dei servizi essenziali. Servizi che devono appartenere a TUTTI i cittadini e le cittadine della nostra Regione e non solo a pochi speculatori privati.

A Bologna assistiamo all’Ospedale Sant’Orsola, uno dei più grandi della città, all’ennesimo accordo tra Regione e privati per prendere in affitto da questi ultimi stanze necessarie ad ospitare i malati dei padiglioni 1 e 2, che saranno sgomberati per dei lavori di ristrutturazione. Invece che affidarli ad altri ospedali pubblici la Regione si affida subito alle mani dei privati, arricchendoli ulteriormente con denaro pubblico.

Il nostro sistema sanitario regionale è un’eccellenza ma un’eccellenza che diventa sempre più cara a causa dell’influenza dei privati, dobbiamo fermare al più presto questa escalation che potrebbe portare a costi sempre più alti delle prestazioni!

Chiediamo alla Regione Emilia Romagna di riflettere sulla strada che sta intraprendendo, fermando il ricorso alla sanità privata, riaprendo i piccoli ospedali nelle province, fondamentali per evitare il congestionamento dei pazienti nelle grandi città. Chiediamo di coinvolgere le RSU del Sant’Orsola al fine di tutelare i diritti del personale coinvolto nella dislocazione dei due padiglioni.

Finanziamo tutto questo con una patrimoniale sulle grandi ricchezze e con un fisco equo e veramente progressivo. Senza cessare di chiedere all’Unione europea ed in particolare alla BCE di sbloccare le risorse indispensabili per il superamento di questa crisi.

 

PRC Federazione di Bologna – PRC Emilia-Romagna